Berlino
In Elmsholm Platz c'è un posto dove oltre al gelato non male, fanno la panna fresca, come quella che si vende da noi. Invece il gelato buono buono, dove la cioccolata sa di cacao scuro frullato, lo trovate in Kleine Augststrasse, una lateralina di Auguststrasse, all'altezza della Ballhaus, un palazzo vecchio con tutti i segni della guerra sulla facciata, ma anche con il giardino semplice e curato, dove al giovedì sera suonano gipsy jazz e l'ingresso è gratuito. Ci si può sedere fuori o dentro ed il ristorante è buono ed economico.
In Mitte, tra il resto dei negozi nuovi ed alla moda che attirano shoppers da tutto il mondo, c'è il negozio di Muji e un enorme Cos, la versione up-market di H&M.
Invece dall'altro lato di Elmsholm Platz c'è Tausche Berlin, un'idea alternativa alla borsa a tracolla, che naturalmente mi ha attirata irresistibilmente e mi vede ora padrona di una bella Schutzbefohlene.
Eppoi potrei continuare, ma mi rendo conto che la nostra vacanza qui è stata a misura di bambino e di conseguenza niente lunghi giri in bici come l'anno scorso, ma tanti momenti belli di gioia condivisa dai due cuginetti.
Primo Luglio Duemilanove
Chi l'avrebbe mai detto?
Un anno fa eravamo qui nel mezzo del nostro tour europeo, ignari degli stravolgimenti a venire. E mai mai mai avrei immaginato di poterci essere anche oggi.
Di poter vedere la sua facciotta felice nello scoprire il Tipi cucito e costruito da mamma e papà, nel calciare la palla regalata dallo zio e la casa dei Barbapapà della zia, scorazzando sulla bici di legno e strombazzando felice il nuovo campanello a forma di pinguino. Troppo buffo.
Gioie infinite d'un mondo che davvero non avrei creduto mi potessere ispirare ed affascinare a questo modo.
Settimane e mesi
Sono infatti trascorse esattamente 11 settimane dal Lunedì di Pasqua che me l'ha fatta arrivare col sederotto peloso sul naso (letteralmente).
Dunque la settimana prossima avrebbe in teoria 3 mesi. Invece i 3 mesi non avverranno fino al 13/7 tecnicamente parlando, essendo lei nata, appunto, il 13/4.
Io sono lenta in queste cose, ma davvero mi confonde, questo contare settimane, mesi ecc. Mi spiego ora perchè i neo genitori passino prontamente dalle 3 settimane ad 1 mese, 2 mesi ecc e poi ad un anno ecc - è un casino contare giusto. E vabbè.
Volevo solo riportare che questa settimana appena conclusasi ha visto una Fiamma in quel di Berlino, simpatizzante coni tutti gl'indigeni, ma particolarmente con suo zio, al quale dobbiamo il via di vere e proprie risate. Avevamo intravisto un accenno in Italia, ma non s'era ripetuto. Qui invece è diventato proprio normale.
Inutile tentare di mettere a parola scritta quel che succede nel mio cuore quando mia figlia ride gorgeggiando. Benedetti sistemi riproduttivi! Ha anche imparato che è capace di produrre urletti squillanti e si diverte infinitamente a farlo in vicinanza del mio orecchio sinistro, il cui timpano ormai è andato in pensione.
Così mi accorgo di essere scollegata, da troppo e da tutto e da tutti e la verità, al solito, sta nel fatto che faccio sempre tutto da me - me la taglio e me la cucio, so to speak.
Allora nei pochi giorni berlinesi mi è capitato di osservare con attenzione le dinamiche dei miei cognati, che assomigliano paurosamente alle nostre. Ma al proprio, si sa, non si riesce a guardare con propria coscienza.
Intendo dire che non ci si rende mai conto di quel che si sta facendo, dove si sta andando con la propria evoluzione personale, con la propria vita, a meno che non si spenda del buon tempo a meditare e farsi un po' di sana auto coscienza/critica/analisi. Invece a guardare una propria copia vivere come viviamo, ecco che lo specchio parla.
Una cosa la so di sicuro. Io fuori dal circolo della mia piccola realtà italiana sono una persona migliore. Tiro fuori davvero il meglio di me. E quando sudo regolarmente, magari correndo lunghe distanze, sono ancora più amabile.
Il resto se n'è andato tutto in casino, che come direbbe chi mi conosce bene: "era anche ora".
Mi sveglio troppo presto e ho troppi pensieri per la testa per riaddormentarmi.
Fiamma dorme beata e io mi dedico alla posta, da troppo ignorata. Berlino sussurra storie magiche ad ogni angolo, ad ogni muro nuovo, vecchio e decadente, ad ogni giardinetto.
Due settimane in Italia, con la nonna di mia figlia e tutto il resto della combriccola complicata e colorata che è la mia famiglia, volate via, passate in fretta e senza tutte le cose importanti e le persone preziose che volevo tanto vedere. Pazienza.
Torniamo a luglio. Per il momento ci godiamo una grande Berlino e tra qualche giorni i nonni irlandesi ...
non più Nocciolo
Fiamma Danu è arrivata il 13 aprile, alle 4:34 del pomeriggio (NZ time) .
Rileggo il post del giorno prima e sorrido ripensando a come mi premeva scrivere qualcosa prima che Nocciolo arrivasse ed essere sicura di riuscire a lasciare una riga di quel che ero prima di diventare mamma.
È arrivata dopo 36 ore di travaglio, non nell'ospedale che avevo visitato il venerdì precedente e non nel modo naturale che io visualizzavo nelle mie meditazioni. Le contrazioni sono cominciate la domenica mattina alle 4.10 e dopo una bella giornata di camminate e respirazioni varie verso le 18 abbiamo raggiunto la midwife all'ospedale di Kawakawa solo per sentirci dire che ero 1 cm dilatata e che ci sarebbe voluto ancora un bel po'. Ci siam pazientemente rimessi in macchina e siam tornati a casa, dove per le 22 si erano rotte le acque e le contrazioni avevano raggiunto i tempi richiesti. Via di nuovo all'ospedale, ma la dilatazione non era cambiata di granchè e dopo qualche ora di osservazione la midwife mi propone di trasferirci all'ospedale di Whangarei (attrezzato per le emergenze) e di passare all'epidurale, visti i tempi lunghi e l'aumentare dell'intensità delle contrazioni.
Così altri 40 km in macchina solo per scoprire che l'anestesista di turno era impegnato in un parto lungo e difficile e la mia epidurale non sarebbe stata disponibile immediatamente. Io di queste ore ricordo poco, non tanto per il dolore, quanto per la stanchezza. Apparentemente passavo da respiri intensi a urli soffocati al sonno nel giro di pochi minuti. Verso le tre del mattino comunque, mi hanno finalmente concesso la fine delle sofferenze e le contrazioni sono diventate una serie di righe in progressione che guardavo scriversi su pagine e pagine con il susseguirsi delle ore.
Le midwife di Whangarei (ed il resto del personale) sono stati coloro che mi hanno assistito per il resto della giornata, fino a quando è diventato chiaro per tutti che non ci sarebbe stato parto naturale ed abbiamo deciso per il cesareo. Avremmo scoperto poi che la posizione della bimba (schiena contro la mia schiena, testolone inclinato e cordone ombelicale avvolto intorno al collo) erano la causa principale della mancata discesa.
Non voglio avere ricordi di recriminazioni legati a questo momento, ma è indubbio che un'ultima ecografia mi avrebbe risparmiato metà del travaglio e che la mia midwife (o meglio la sua assistente che è mi è stata accanto fino a Whangarei) non si è rivelata quella donna piena d'ipnotica esperienza sulla quale io contavo. Tutt'altro. Nessuna delle due ha fatto nulla di particolare per me e a detta del Moroso, avrebbero potuto anche non esserci.
Questi i fatti - c'è altro da raccontare, ma il mio gomitolo di gioia si sta svegliando nella sua culla ai piedi del letto e dunque devo sospendere. Lascio giusto solo una riga di spiegazione per il secondo nome, visto che per spiegare Fiamma basta guardarle i capelli... ! Il Moroso (che dovrò da ora chiamare il Papà) contesta che questa versione è irrealistica e fantasiosa e la versione reale è molto meno mitologica, ma tra le poche cose trovate tante si accomunano nelle versioni del potere superiore della Dea Madre di tutti gli Dei della storia Irlandese.
Danu is the mother of the Irish gods, linked to the goddess Dôn in Wales. Her tribe is the Tuatha Dé Danann, the People of the Goddess Danu or Ana. Invading Ireland on the first of May, the Tuatha Dé Danann battled the Fir Bolg, and eventually won an uneasy peace. In their turn the Tuatha Dé Danann were displaced by the mortal Milesians, and retreated to the sídhe, or hollow hills, to become the Faery Folk of legend. The coming of the Milesians is likely a mythologizing of the Christian conversion of the Isle that ousted the pagan gods and goddesses.
Danu is a goddess of fertility and plenty, and there is evidence that the river Danube is named for Her. As mother of the faeries she is close to the land and waters. Danu in a reading brings a time of richness and inspiration, of magic and a return to the source.
40 Settimane
266 giorni dalla concezione e Nocciolo ancora non è pronto, o forse sono io che non sono pronta, chi lo sa davvero? mi piace pensare che lui/lei abbia deciso esattamente come e quando nascere e dunque stia aspettando il perfetto allineamento degli astri prescelti.
Dunque l'11 qui è arrivato e passato e se questa notte trascorre calma e serena, anche la teoria del Moroso ("ma l'11 di qui o l'11 europeo"?) evaporerà con la rugiada al sole del mattino. Il mattino di Pasqua, tra l'altro, che non ci vede coinvolti nel dissotterrare uova colorate da ogni angolo del giardino, come nella maggioranza delle case di Kerikeri - è la tradizione che intrattiene i bambini di ogni età.
Ho finito anche di lavorare, giusto giovedì, e con gran sorpresa mi son ritrovata sommersa da un sacco di regali, baby shower la chiamano qui (ma è un'altra usanza americana importata, of course!) e tutta la ditta ha sorpreso sia me che Maria (l'altra collega in attesa) con una colazione ricca di delicatezze fatte in casa e un cestone ciascuno pieno di regali, individualmente scelti ed impacchettati per ognuna di noi. Inutile dire che questa cosa mi ha semplicemente commossa!
Così mi ritrovo a godermi qualche giorno di tranquilla pace e vero riposo. Ieri abbiamo fatto un giretto all'ospedale dove con gran probabilità nascerà Nocciolo per dare un'occhiata e visitare una ex collega che ha appena avuto un bimbetta splendida. È stata una bella cosa, anche solo vedere la mia amica in perfetta forma e tenere la piccolina in braccio, rendendomi conto di quanto piccini sono, una volta fuori dal pancione.
Chissà che il prossimo post non riporti peso, ora e magari anche un nome per questo nostro bimbo :)
36 settimane
E dunque per il momento aggiorno e basta. Gioie della gravidanza... mi sveglio presto, prestissimo, queste ultime due settimane mi han vista in piedi nel cuore della notte e anche dalle cinque in poi, non è davvero da me. Ma l'altra sera, mentre mi facevo fare la ceretta, mi è ricapitato un piccolo episodio di crollo degli zuccheri e mi ha confermato che si tratta proprio solo di fame - mi sveglio dalla fame - ed è per via di Nocciolo, null'altro.
Tre volte, con quest'ultimo episodio, mi è successo di cascar quasi per terra (riconosco i sintomi in tempo ed ho l'accortezza di sollevare le gambe per tempo) e di recuperare prontamente grazie a 5 minuti di piedi in aria, acqua e cibo. È una cosa strana, eppure normalissima, non è che io non mangi, anzi, ma a questi tre episodi sono susseguite quelle che qui si chiamano "growth spurt", fasi di crescita veloce ed immediata.
Per farsi un'idea precisa è come quando cresci una piantina dal seme e la guardi proprio germogliare eccetera e resta germoglio tipo una vita, poi da un giorno all'altro, et voilà è piantina e via avanti, quasi senza accorgersene.
Bè io me ne sono accorta, diciamo che è impossibile ignorare la panciona che cresce, ma lo stesso ogni nuova fase mi ha molto stupita. La gravidanza è un periodo meraviglioso, non nel senso puro del miracolo della vita eccetera, ma proprio un tempo in cui osservi e ti meravigli, costantemente, di quante cose si succedono una all'altra in maniera ineccepibile. Una progressione fantastica di fasi perfette, concatenate al fine di creare un nuovo essere vivente. È davvero un privilegio, il poter osservare qualcosa di così perfetto in prima persona.
Mi sono anche infinitamente stupita dei miei ormoni stupendi. A 35 anni mi ritrovo con la pelle bellissima, i capelli lucidissimi e folti e belli forti e anche se ogni piccolo incidente personale (tagli, botte, abrasioni ecc) ci hanno messo dei mesi a guarire, il resto del corpo ha funzionato in maniera impeccabile, nel suo compito di organo sostenitore di vita.
Cose che non ti dice mai nessuno (a parte una collega intelligente ed insostituibile, che si è cresciuta tre figlie da sola) a proposito della gravidanza:
- lo sport fa tutta la differenza. Anche solo camminare venti, trenta minuti al giorno, risolve una serie di problemi, tra cui circolazione, mal di schiena eccetera. Lo yoga, poi, ti prepara come poche altre cose nella vita e dunque nelle evoluzioni della vita diventa impareggiabile.
- pasti piccoli e frequenti di mantengono in forze senza impedirti di stare seduta dopo ogni pasto (e quindi poter continuare a lavorare in ufficio).
- il sesso in gravidanza è relativo. C'è chi non ne vuol sapere e c'è l'esatto contrario. Per queste ultime donne fortunate, ci sono anche orgasmi come non ce ne sono mai stati. L'intensità e la frequenza sono cose che ringrazierò sempre a lungo.
- come in tutto il resto, l'attitudine è tutto. Positive e serene, le donne felici hanno gravidanze più facili, leggere, ma senza negare l'innegabile e fare le super-eroine. Il riposo è quella magica pozione che ti permette di vedere tutto in una luce migliore. Anche quando stai seduta per delle ore su dei legamenti già troppo stiracchiati.
Dunque quattro settimane ancora prima di conoscere Nocciolo. E a tutte queste donne che mi chiedono le solite cose: sei stanca? ne hai abbastanza? hai paura? ecco, rispondo qui: no. Sono felice.
Come non avrei mai creduto di poter essere aspettando un bambino.
35 and nobody's counting
La giornata in sè - a dispetto delle mie tradizioni - non è stata di grandi festeggiamenti, ma il weekend poi si è rivelato di una dolcezza unica e sapori estivi.
Da Coopers' Beach alle camminate con le persone care, dagli ospiti la settimana prima ai regalini inaspettati.
Entra nella mia vita il pzizz - promessa di sostegno e supporto durante i periodi di stanchezza da sleep deprivation. Finora, devo ammettere, vive all'altezza della campagna marketing. Lo uso per interrompere il ciclo, pranzo, dopo pranzo, sonnolenza. Vado nella stanzetta con l'aria condizionata, cuscini, piedi in aria e dieci minuti dopo riemergo - come se avessi davvero dormito. Incredibile.
Celia
Another moment set aside to try and recall your laugh. You had the most "argentina" laugh I ever met.
Your words, your smile and the dimples on your face.
You live in my memory, in the pictures of my heart. Forever, my dear friend, forever.
waitangi day duemilanove
Dondolo sulla nostra deck e m'immagino la cerimonia che inizia a Waitangi. La grande canoa pronta ad essere lanciata, una nuova alba ed un nuovo inizio, tra i riti di questo popolo così orgoglioso della sua storia e le sue tradizioni. Non è una cosa comune, questo mix di gente cresciuta tutta assieme, Pakea e Maori, tutti Kiwi.
Non funziona nemmeno alla perfezione, ecco, ma funziona in tanti modi che restano unici al mondo.
Oggi, giorno di festa in tutto il paese, si celebra il famoso accordo tra i Maori e gl'Inglesi.
Waitangi Day è il giorno delle dimostrazioni, delle proteste, ma non solo. Oggi è anche e soprattutto il giorno del ritrovarsi di tanti Maori, che arrivano quassù da tutte le parti del mondo. Waitangi è infatti dietro l'angolo per noi, tra Paihia e Kerikeri.
Cosa ci faccio io in piedi a quest'ora assurda di un giorno di festa? nulla, mi sono svegliata e tanto basta. Di questi tempi, il mio benedetto sonno prezioso è limitato, disturbato e relegato a poche ore notturne. Per cui se arrivo all'alba tutto d'un fiato e mi sveglio, non sto nemmeno a protestare, mi alzo e vengo ad approffittare del fatto che Ciccio sia libero. Il Moroso continua infatti le sue maratone di lavori doppi e questo significa restrizioni assurde al mio accesso ad internet. Non che davvero di questi tempi mi crei grossi problemi. Arrivare alla fine della giornata in ufficio è già un bel traguardo e la conseguenza è che una volta a casa, dopo tutto, camminate/yoga/cena ecc, mi resta poca ispirazione da donare al mio mondo virtuale. Poco male.
Tutto è temporaneo, tutto una fase, un passaggio e anche questo momento diverrà ricordi di quando aspettavo Nocciolo.
Nocciolo che si muove tantissimo e che ancora non ha un nome. Che cosa buffa, che decisione difficile. Nocciolo che ha diritto ha tre nazionalità, tre passaporti. Chi se lo sarebbe mai sognato? eppure sembra la cosa più normale, dare il mondo come casa, a mio figlio.
Brontola la pancia, altra cosa normale di questi tempi, la fame non si rimanda, mi cade la pressione sotto ai talloni se non mangio qualcosina ogni due orette al massimo. Meglio mettere su il caffè, va là.
Il vento arriva dal mare e sta spazzando tutti i nuvoloni - niente pioggia nemmeno oggi e con la tank dell'acqua a livelli di minimo storico, la prospettiva di dover chiamare per una fornitura esterna diventa la pratica realtà di questa settimana. Ci arrivano in visita, nell'ordine, l'amico carissimo che è anche il padrone di questa casa e una coppia che in Irlanda definivo come i miei genitori locali.
Avevo previsto ed arrangiato alloggi alternativi, ma non ha poi funzionato come volevo io e dunque ci ammasseremo tutti in questa piccola casetta. Pazienza. Altra inusuale caratteristica di questi mesi di gravidanza. Mi è cresciuta una pazienza infinita - un disinteresse per le preoccupazioni che davvero non mi caratterizza affatto. Naturalmente ha tanto a che vedere con gli ormoni felici che m'hanno invasa grazie alla gravidanza, ma io sotto sotto spero tanto che non mi abbandoni proprio più.
È un gran bel vivere, questo atteggiamento irremovibilmente pacifico.
E volevo parlare di questi momenti preziosi che seguono due o tre giorni liberi - aiutando la testa a svuotarsi del tutto e a lasciare lo spazio necessario alle parole per emergere a cercare uno spazio loro, una realtà leggibile.
Intendevo ancora una volta, rimarcare sulla bellezza della nostra terrazza di legno, baciata dal sole e cullata dalla brezza, che ospita l'ombrellone e la sedia a dondolo, davanti alle onde che fanno da sfondo col rumore della risacca e delle vele spiegate al vento della baia.
Scriverei dunque più spesso, se avessi questi gioielli preziosi a mia costante disposizione?
O scivolerei nella monotonia del troppo avere? mi domando spesso se colpisca ogni situazione o se invece miri solamente ad annoiare l'abbondanza materiale.
Nulla di cui temere, perchè con lo scorrere dei mesi, si avvicina non solo l'arrivo di Nocciolo, ma anche la realtà pelosa della nostra attuale situazione economica.
Quando l'ufficio del Moroso si è spostato ad Auckland a noi era sembrato proprio un segno del destino. Avevo appena cominciato il mio nuovo lavoro ed era garanzia di sopravvivenza anche senza la grassa entrata del suo lavoro. Era finalmente arrivato per lui il tempo di spiccare il volo come self employed. Certo, non c'era Nocciolo nei piani. C'eravamo solo noi due e la nostra realtà assolutamente "rat-race free".
Dunque la maternità neo zelandese è di 14 settimane. Il datore di lavoro non ha obbligo alcuno, se non quello di preservarti un posto a cui tornare per il periodo di un anno. Il governo ti passa uno stipendio settimanale, ma solo fino ad un massimo di 400 NZD lordi. Dopodichè, son fatti tuoi.
Mi ritroverò dunque a testare questa teoria. L'avere tempo libero a disposizione ed un posto confortevole, m'incoraggerà a scrivere di più? Ad HD, non aveva funzionato. Ma erano altri tempi, mi ripeto tra me e me, troppe variabili e cambiamenti che comportavano crescita ed i sacrifici economici, semplicemente non m'aiutavano, ero davvero in molti modi, diversa.
Oggi ho un equilibrio diverso. Non sono i beni materiali ad ingrassarmi la vita, ma questa quotidianità di affetti ed eventi paralleli alle persone care. Eppoi ci sarà Nocciolo, che secondo me offrirà svariati punti di riflessione.
Vabbè vado a mettere tutti questi pensieri a mollo nell'Oceano Pacifico.
would I really do it more often?
Ripeto al Moroso che se migrassi verso una piattaforma più versatile, il suo generoso gesto di aiutarmi nel rifarmi la faccia del blog sarebbe sicuramente incoraggiato. Ma no, nulla succede, io non mi muovo - lui non mi aiuta - il blog resta sempre il caro vecchio bloggone dall'immagine pacchiana.
La statuetta che presenzia lassù a destra, è con me dagli anni di Dublino. Oggi, nel turbine di pulizie, le ho dato una lavatina e poi, pensando a scemenze esoteriche, del tipo lasciarla al sole affinchè si carichi d'energie universali, ecco che scivolo sul pavimento bagnato e mi ritrovo per terra con una caviglia dolorante.
Nulla di che, solo una storta - nessun vero problema. Però la statuetta l'ho rimessa al suo posto senza lasciarla al sole... meglio non contraddire le divinità :)
Giornata di festa, oggi, qui si celebra l'anniversario di Auckland - ancora un lungo weekend (Waitangi's day - 6/2) eppoi riaprono le scuole, scivola via febbraio, veloce come al suo solito e arriva marzo, il settembre dell'emisfero del sud. È strano come tutta la vita quassù giri attorno all'estate. Si aspetta l'estate per fare tutte le cose preferite, si vive l'estate sfruttando al massimo ogni ora di luce e si rimpiange l'estate, nelle case disegnate per stagioni sempre calde (che qui esistono solo sulla pelle dei discendenti scozzesi).
Dunque a casa in panciolle, dopo due giorni di spiaggia, ah! le spiagge quest'anno mi hanno davvero viziata, dovrei attaccare un po' di foto qui per farvi vedere l'armamentario con cui ci rovesciamo sulla sabbia io ed il Moroso! Ombrellone, cuscinoni, asciugani, pareo, sedioline da spiaggia, borsa termica piena di frutta. Peggio dei vecchietti a Grado. Troppo facile quando devi solo fare cinque minuti in macchina per andare a nuotare in una baia bellissima. Buttare le cose nel cofano e tirarle poi fuori ti pesa nè più nè meno del metterti il costume.
Sembrano lontane anni luce, le mie domeniche al mare in Italia. Grado e Lignano, a seconda dell'età, delle giornate e delle amicizie. Poi Bibione, a volte Jesolo, la sera, magari con qualcuno con cui proprio non avresti mai dovuto uscire, per via della differenza d'età.
Spiagge super affollate, ritaglini di sabbia e di laguna - oggi mi sembrano una cosa assurda, lontanissima, come i locali alla moda con la musica all'aperto e le piste per ballare guardando il mare, i cocktail che duravano ore... e tutto cambiava ogni estate, per rinnovarsi, per rimanere sulla cresta dell'onda. Non c'è nulla del genere quassù. Non c'è proprio modo di paragonare questa mia vita di oggi con la mia vita italiana (o quella dublinese, se è per quello).
Ci andavamo anche in marina, a Grado, un'ora e un quarto in corriera, tutto il giorno in spiaggia e poi di nuovo a casa senza che nessuno sapesse che no, non eri esattamente stato a scuola, quel giorno.
Questi ricordi sono riaffiorati dall'inaspettato apparire di due persone del mio passato remoto.
E come tutto nella mia vita, eccosi ripresentare la dualità. Felice di ritrovare l'amica delle scuole superiori, che ha cercato, nonostante il lungo silenzio, un contatto ancora vivo e tramite quello mi ha ritrovata, riaggangiata con una gioia incredibile, fatta di ricordi importanti. Lei rappresenta infatti quegli anni in cui il casino mentale cominciava a prendere forme concrete, azioni irreversibili. La ritrovo con un affetto tenero e il desiderio vero di rivederla presto.
Non posso dire altrettanto dell'amica delle scuole elementari, che mi ha trovato tramite mia sorella e su facebook. Ora, devo davvero precisare, io avrei anche fatto a meno dell'account su questa minchiata d'interfaccia. Non ho il tempo di rispondere alla gente cara con cui scambio emails, o di caricare le foto su flickr o di scrivere la mia realtà sull'amato blog. Figuriamoci se riesco davvero a gestire una cosa tanto esigente come un account che pretende le tue informazioni private - e già lì a me girano, che vorrei davvero sapere a chi serve un database così vasto ed accurato - e poi l'aggiornamento costante di foto, umori e pensieri vari.
Voglio dire... Eppure non ho potuto sottrarmi al dovere sociale, perchè in troppi, davvero troppi dei miei amici e parenti mi tartassavano e cercavano per finalmente riallacciare il contatto tramite questa roba qui. E ad essere sincera, il vedere le foto subito di tutti e tanti, tutte in un posto solo è risultata conveniente. Spero solo che passi di moda presto, come tutto il resto.
Ecco che divago.
Dunque l'ex compagna delle elementari, dopo averi "ritrovata" (sono solo passati venticinque anni in fondo) mi appioppa un commento che non ho potuto condividere col Moroso, una cosa troppo italiana, per lasciarsi spiegare facilmente.
Non commenta sul fatto che io abbia trascorso gli ultimi dieci anni viaggiando o che abbia vissuto in altri paesi o sul mio compagno irlandese e nemmeno sul perchè oggi, io abbia scelto la nuova zelanda come casa. No. Rimarca piuttosto sui favoritismi con cui la nostra insegnante delle elementari le ha rovinato l'infanzia.
A me, questi "favoritismi" hanno probabilmente salvato la vita. Ecco dunque riapparire l'eterna discussione che spesso ho sostenuto con tanti italiani: le preferenze. L'anglosassone pensa che la vita ti metta davanti a situazioni che ti devi gestire. L'italiano invece è convinto che si tratti sempre di preferenze. Maestri, professori e poi avanti fino a colleghi, managers eccetera.
Non sei tu che sei bravo o capace o che hai abbastanza personalità per poterti fare strada. No. Sono gli altri che ti accordano la loro preferenza. Che poi magari è avrà anche del vero, ma a me suona tanto come uno scarico di responsabilità.
Nella mia prima paper per il corso di counselling ho imparato cosa sia la resilience. La capacità che alcuni bimbi hanno di riuscire a difendersi dagli svantaggi della vita, accattivandosi aiuto e supporto esterni all'iniziale condizione sociale. Serve a spiegare quei casi che seppur cresciuti in ambienti disagiati, famiglie e/o quartieri difficili, riescono a stabilire una vita equilibrata, spesso anche di successo e rompere la catena "povertà/ignoranza/crimine".
Guardando a ritroso, non mi è mica difficile immaginare come la mia prima insegnante avesse potuto essere questo tipo di persona, capace di percepire i disagi quotidiani dei suoi alunni e d'intervenire a suo modo, offrendo quel supporto extra, che naturalmente agli occhi degli altri dev'essere apparso come, appunto "preferenza".
Senza quei momenti in cui i suoi insegnamenti diventavano diretti e mirati, senza quelle parole che servivano a rimarcare che sì, avevo la risposta giusta, che sì, non ero incapace, che sapevo - come tutti gli altri, esattamente la lezione che lei ci aveva insegnato, senza quel supporto speciale, quella mano tesa, costante e presente - che in realtà non arrivava nemmeno lontanamente a riempire la mia insicurezza infinita - senza tutta quella roba lì, sarei arrivata ad essere chi sono oggi? è una domanda che mi sono posta tante volte. Ma non a riguardo della mia insegnante delle elementari. Per quanto buffo, non ho mai pensato che lei mi preferisse agli altri, vista la sua incredibile integrità morale.
La mia domanda si allargava a comprendere tutte quelle persone che nel corso della mia vita hanno saputo raccogliere ed incollare con amore e compassione i pezzetti della mia insicurezza, aiutandomi a creare la persona che sono oggi.
mattine d'estate
I giorni in uffcio trascorrono invece con un gran "pain in the butt" data la pressione che giornalmente schiaccia i legamenti intorno all'osso sacro. Ci vuol pazienza, ed una sedia ergonomica, mi ha consigliato la mia preziosissima, insostituibile chiroprata. E allora stamattina andiamo fino a Whangarei, sperando proprio di trovarne una adatta. L'adotterà poi il Moroso, che doveva comprarla già due anni fa.
Friniscono le cicale come impazzite, non sono nemmeno le nove del mattino e il sole già scotta, la roba a stendere è tutta asciutta e nel cielo competono i Tui ed il Kinger Fish.
Nelle mie passeggiate serali, di questi tempi non posso non domandarmi cosa mi tiene qui (la casa è troppo piccola ed insana per un bebè) ma alcune cose nella vita non hanno risposte razionali; si tratta d'amore, senza grandi spiegazioni, ci si innamora e basta. Anche di un posto in riva al mare.
Approposito 1: quando arriverà Nocciolo ufficialmente, il Moroso diventerà il Paparone? mi suona troppo strano e approposito 2: meglio che vada a cucinargli due uova, se voglio muovermi nel prossimo paio d'ore!
caldo caldo caldo e ancora più caldo
Non ci possiamo credere. Siamo tutti un po' sconcertati da quest'ondata d'estate fantastica, che è come tutti ti raccontano che il Northland usava essere, caldo stupendo da Natale ad Aprile... e chi l'aveva mai visto?
Certo, periodi bellissimi, gennaio e febbraio decisamente estivi, indiscutibilmente solari. Ma senz'interruzione alcuna, con le cicale impazzite che cominciano alle 5 del mattino e smettono alle 10 di sera! e caldo anche da non poter dormire (ma solo per due notti! e per fortuna) ... troppo bello.
Ogni sera io ed il Moroso ci sediamo per pochi minuti qui davanti, sulle rocce di fronte al mare ed ammiriamo la bellezza della sera che si colora di rosa ed il mare che diventa seta liscia e piatta e cerchiamo con tutta la buona volontà d'immaginare un posto migliore, ma finiam sempre silenziosi, impigliati nelle stelle.
Buon 2009 a tutti.
buon natale!

buon natale a tutti - il pohutukawa è' l'albero di natale qui nle northland. si riempie di questi fiori rossi bellissimi e rigoglioso porta colore lungo le spiagge - ecco il nostro centro tavola di quest'anno, rametti di pino e fiori di pohutukawa. andiamo in spiaggia per goderci un po' di pigrizia ed il tanto sospirato caldo.
Auguri a tutti!
di calcetti ed altre cose
Eppure...
Che Nocciolo si muova tanto e spesso, oramai non ci son proprio dubbi - credo infatti che prediliga le piroette, trovandomi quelli che supppongo siano piedozzi scalcianti, sia sotto la tetta destra che alla base della pancia.
Stamattina però me ne son stata un po' tranquilla ad osservare proprio un susseguirsi di protuberanze che apparivano e sparivano in sequenze buffe e che mai avrei detto, ma mi riempiono di tenerezza.
Non posso far a meno di chiedere "che c'è?" tutto ok? e via avanti. Che per me è ancora più buffo. Ma insomma, oramai son davvero immersa in questa avventura e non solo mi piace, mi diverte pure - un altro viaggio, un altro tipo di viaggio, ma decisamente interessante. Mai avrei detto. Mai e chi mi conosce da tempo lo sa bene.
Sabato abbiamo trascorso un altro pomeriggio sulla barca, casa del vicino prediletto, felici e rilassati, bevendo vino (loro) e mangiando pomodori e formaggio (io) ma questa volta niente foto. La nostra fedelissima Canon ci ha traditi con un'inaspettato scherzetto la sera precedente - alla parata di Natale.
Scrosciava a dirotto venerdì sera, per cui nulla da perdere, le foto non sarebbero state molto glamour, ma mi sarebbe piaciuto riportare la testimonianza della stoicità kiwi, nulla li ferma, hanno sfilato tutti i carri, tutti i bimbi, tutte le performances, senza che la pioggia li inibisse per un attimo. Flip flops e giacche a vento, tanti anche con i pantalocini da surf e basta, tanto oramai non fa più freddo... era - a modo suo - uno spettacolo unico.
C'è da imparare da un atteggiamento così, poco da dire.
l'ufficio
Vabbe', non e' di questo che voglio scrivere - quest'ufficio pero' non promuove affatto la rapidita' di connessione polpastrello/mente creativa.
Infatti secondo me la inibisce - e questo spiegherebbe altri colleghi che spesso mi lasciano perplessa, con le loro uscite. il feng-shui di casa non e' cosi' perfetto e fluido, eppure quelle stanze accolgono il sole e la vita e si riempiono di una gran energia positiva - qui il Moroso farebbe un sorrisetto scettico, ma chiamatela come volete, e' innegabile che ci sia un'atmosfera migliore in certi posti, una sorta di magia che ti permette di pensare, di liberare la mente in tutta sicurezza e ritornare arricchito d'idee ed ispirazioni.
il numero nove sei sei d'Inlet road ha questo potere - per me almeno. questa stanzetta fredda e buia invece, riesce giusto giusto a farmi lavorare, perche' il mio lavoro e' appunto, noioso e allora puoi farlo pure circondato da noiosita'.
Questa cosa della gravidanza mi ha restituito un livello emozionale che credevo perso e superato da tantissimo tempo; certo colpa degli ormoni, ma mi ero dimenticata di come fosse anche bello, il girare con un cuore gonfio d'attenzione per il mondo, gonfio d'amore per la vita, di compassione per gli altri.
E' una cosa molto bella, una dimensione leggera che ti distanzia dalla realta', di un pochino appena, tanto quanto basta ad immergerti in te, nella tua bolla magica, dove la vita ha colori stupendi e non c'e' bisogno di nulla.
Navigo questi mesi come se fossero per sempre, come se questa fosse semplicemente la mia nuova realta', come quando cambi paese e sei circondato da una lingua diversa dalla tua e mangi un pane diverso ed e' normale cosi'. Invece scorrono leggeri ma veloci, mai cosi' veloci infatti nella mia vita, ne son certa, mi passano i mesi come se fossero giorni e mi accorgo che ieri dicevo (a chi notava la mia pancia) eh si, ormai quasi cinque mesi, ma no, ecco qui lo scadere della 23esima settimana! e mi dico ohmyohmy, i sei mesi che ho sempre accarezzato su altre pance, altre donne, eccoli qui. Miei, nostri.
Vado a recuperare il marinaio, ma lascio qui un pezzetto del mio cielo di stasera, alle otto, per farvi assaggiare quel che intendevo prima, parlando del posto dove viviamo.


una serata qualunque...
è tornata l'estate
Per una volta, invece di piovere per tutto il weekend ed esserci il sole durante la settimana, abbiamo avuto un venerdì (e anche oggi in verità) assolutamente orribile ed un fine settimana stupendo. Ieri, due cari amici, ci hanno portato fuori con la loro barca nuova, con la scusa di trovare un buon posto per pescare... Va senza dirlo che il "soft bait" qui rappresentato non è servito a nulla e non abbiamo preso niente! Però è stata una bellissima giornata e nonostante ci fossero già alcuni turisti sulle varie barche degli operatori turistici, siamo riusciti a goderci la baia di Robertson Island in relativa tranquillità, giusto con pochi "locals" e altri fishermen ...

Era talmente tanto bello che mi son fatta fregare dal Moroso e sono saltata in acqua, per raggiungere la riva. Naturalmente è ancora gelata. Son riemersa con il salto degno di un delfino.
Apro però ufficialmente la stagione, con due belle scottature che spero restino uniche, per tutto il resto dell'estate.
dei nonni ed altre cose
Siccome anche l'amica preziosa ha levato le tende da Kerikeri e fa nuovamente la cittadina, in quel di Auckland, non mi resta che ossessionare il blog - sull'ultima filatura legata a questa cosa della gravidanza.
Io sono una persona fortunata. Nei miei studi di counselling ho imparato che si tratta di "resiliance" - la capacità di rispondere in maniera veloce e positiva a condizioni avverse nella vita - e non di fortuna, il che mi soddisfa, dati i miei pensieri sul farsi la propria fortuna eccetera eccetera. Dunque, per una combinazione genetica e di circostanze allevatrici durante la mia crescita, oggi sono quella che sono, una donna capace di affrontare svariate situazioni senza necessariamente pensare sempre prima al peggio.
La mia gravidanza, fino ad ora, si è svolta in maniera gradevolissima. Solo un pochina di stanchezza all'inizio; niente nausee, niente dolori, niente di irrisolvibile. Yoga e cammiante mi aiutano a sentirmi bene, indubbiamente, ma la serenità e l'atteggiamento positivo, sono indubbiamente altrettanto fondamentali.
Poche cose mi hanno infastidita fino ad ora e nessuna ha avuto a che fare con Nocciolo o la mia condizione fisica. Bè quasi nessuna, via, restano le allergie e qui è arrivata la primavera e io non posso prendere nessun tipo di antistaminico, ma insomma, non è durato manco troppo a lungo, per cui via, posso archiviare.
No, le cose fastidiose sono le altre donne. Qui ce n'è troppe di donne che hanno fatto bimbi. E tutte a toccarti la pancia. E tutte a raccontarti del loro parto, delle loro emorroidi e via avanti. E tutte ad elargire consigli.
Ecco, insomma. Se avessi bisogno di sapere, magari anche chiederei, che ne dite? perchè il fatto che io sia incinta deve coincidere con il fatto che io non sono più io? dove cavolo c'è scritto? se non me ne fregava sei mesi fa di quanta cacca fa il tuo bambino quotidianamente... onestamente, può davvero fregarmene oggi?
La risposta è no, casomai ci fossero dubbi. E non è solo per l'organico. È per tutto. Ho tre libri stupendi pieni d'informazioni preziose, comprovate ed interessanti. Uno è lo yoga per la gravidanza, uno è italiano ed uno è inglese e sono testi validi, moderni ed intelligenti. Ecco, mi bastano. se ho curiosità o domande: vado, trovo, leggo.
Poi, se ho bisogno, chiedo. A questa gravosa cosa, si aggiunge ora la mia mamma. Riassumere il mio rapporto con la mamma qui in poche righe è impossibile. Devo però precisare che credevo d'aver superato il tempo dei conflitti. Credevo avessi raggiunto un equilibrio civile e affettuoso, un'amicizia basata sul rispetto reciproco. Credevo insomma, d'aver provato e comprovato di essere capace di sopravvivere da sola, anche lontano da casa e di amarla immensamente, anche senza aver bisogno di lei.
Credevo - io, l'illusa - che Nocciolo fosse questo sospirato gran regalo del primo nipote e non la causa di tutta una nuova serie di discussioni e rimostranze. E siamo solo all'inizio.
Lo so che ci sono già libri e libroni scritti in materia, ma se va avanti così, bisognerà che scriva il mio pur'io. Nonne italiane: Back off! imparate dalle nordiche - osservate le anglosassoni. Insomma, fateci respirare. Non vi amiamo di meno e se abbiamo bisogno, chiederemo. Ecco, l'ho detto e mi sento anche meglio.
Il miracolo di una nuova famiglia che inizia non ha niente a che vedere con i nonni. È una nuova famiglia, una magia che coinvolge tre persone e per chi come me, è tanto fortunata da avere a fianco un compagno innamorato e capace di farsi carico delle mie stesse responsabilità, ecco. Per noi non serve nessun altro.
Vi piaccia o no. Non serve nessun altro. L'amore di nonna ve lo rovesciate sul nipotino. Dopo. Dopo qualche settimana che è nato. Dopo che i genitori hanno creato questo "bonding" necessario alla nuova famiglia, dopo che si sono instaurate routine ed abitudini tra questi tre, unici componenti della nuova famiglia.
Non durante - non prima del parto, durante il parto, subito dopo il parto. Questo non è amore. Questo è puro egoismo.
E se c'è una qualche nonna con un valido argomento razionale che mi legge e che possa illuminarmi su qualcosa che ovviamente non sembro essere in grado di capire, le sarei davvero grata per ogni chiarimento.
Nocciolo
Quattordici anni di pillola e vari metodi contraccettivi, i viaggi e le avventure, l'egoismo egocentrico spropositato, condizionano la mente in maniera non indifferente. Non puoi non domandarti come sarò io da genitore?, cosa sarò capace di fare per questo bimbo ? Come per tutte le altre mie avventure, ho una gran fiducia nel mio modo di affrontare la vita. Cerco di non concentrarmi sulle problematiche, quanto piuttosto sulle dolcezze che immancabilmente accompagnano ogni avventura di ogni tipo.
Innegabile, all'inizio l'ho detto e pensato più volte: eccomi qua, incubatrice che cammina, organo di sostegno a questa nuova vita che si ha scelto me, per sostentarsi nella sua evoluzione ad essere umano. Per fortuna il corpo, come con lo yoga, ha un modo tutto suo di districarsi dai labirinti condizionatori della mente.
E mi ritrovo così, ad ammirare affascinata i cambiamenti precisi e perfetti, l'adattamento di ogni mia parte a queste nuove esigenze e i limiti che mi vengono posti, da me per me, senza che debba pensarci io.
Ieri ammiravo, durante l'ecografia della ventesima settimana, la meraviglia dei miei organi che si spostano per lasciare spazio a Nocciolo, che cresce perfetto ed indisturbato dalle mie evoluzioni. A bocca aperta guardavo le quattro camere del suo cuore, il capocciolino perfetto (17 cm di circonferenza, prende da suo padre e qui, devo ammetterlo ho avuto un attimino di sudore) ed i reni, la spina dorsale lucente e lo stomachino con l'acqua. Era sveglio ed ha aperto la bocca più volte e dato alcuni calcetti che vedevo e sentivo.
Sì, ecco, io non sono una che usa i termini religiosi a sproposito, ma non ci sono altri modi per definire tutta questa roba senza usare l'aggettivo miracoloso. Poi i miracoli devono per forza avere a che fare con la religione? bo. vabbè. comunque ha un qualcosa di davvero irreale, ed io - onestamente - non lo sapevo che mi avrebbe affascinato così tanto.
Anche quest'anno ho voluto partecipare alla mezza maratona e siccome non era il caso di correre durante i primi mesi della gravidanza, allora mi son allenata a camminare e l'ho conclusa in 3 ore e 9 minuti. Non un tempo record, ma di tutto rispetto. Sempre molto gioiosa - come durante ogni evento sportivo, non riesco a non farmi trascinare dalla competizione, poi dal cameratismo e via avanti così - e pienamente partecipe anche solo da camminatrice, mi sono davvero divertita e meravigliata di come il mio corpo sapesse trasmettermi esattamente la richiesta giusta al momento giusto, senza tanti problemi, senza confusioni. Ho sete, devo far pipì, respiriamo più a fondo, rallentiamo il passo eccetera. Meraviglioso. Ho fiducia in quel che posso fare, gran fiducia infatti, non paura. E per chi mi conosce bene, per chi sa come la pensavo io fino a sei mesi fa... bè, ecco: loro sanno quanto grande e travolgente è questo cambiamento avvenuto in me.
Mi sembra un buon inizio, no?!
Se avessi tempo
Il fatto che tra lo studio, il lavoro e ora la gravidanza, io non sembri trovare tanto tempo è un riflesso di come sono, non del fatto che il tempo sia relativo a quel che si ha in testa.
Il Moroso, da maggio, non ha più un lavoro - cerca dunque di crearsi una carriera di "self employed" fuori dall'arietta fresca. È bravo, eh!, mettiamo in chiaro questa cosa. Non è un semplice programmatore qualsiasi. È uno capace di realizzare qualsiasi entità virtuale, in qualsiasi forma e capace di soddisfare qualsiasi richiesta. E non lo dico perchè è il mio Moroso. Sono proprio dati di fatto, rilevati dai nostri anni insieme.
Purtroppo a Kerikeri serve solo gente che aggiusti computer rotti, faccia siti internet per due soldi e che servano solo allo stesso scopo del biglietto da visita e via avanti elencando. Mi scoccio ad elencare, non ho tempo d'essere precisa, sempre troppe cose da dire. Bisogna cambiare...dov'era il tag delle resolution? ah! intoccato dall'anno scorso. E vabbè'. Dicevo. Purtroppo la Nuova Zelanda di vantaggi ne ha tantissimi, ma quello della tecnologia non rientra nella lista. Regna assoluto il solito microsoft e tutto quel che ne ronza attorno. E va senza dirlo che il Moroso non ne vuol proprio sapere.
Così, tutto questo preambolo per dire? ah! che siamo un po' poveri. Ed un po' sentiamo la pressione di questo bimbo in arrivo, naturalmente. Sarà l'istinto o forse il fatto che le giornate si sono allungate e dunque ho quel pochino in più di tempo, ecco che mi son decisa a rifare l'orticello.
Qui cresce di tutto - il sole e il caldo ci sono, la pioggia pure. Dunque nell'ordine ci riprovo (avevo già dato due anni fa) con la permacultura, con i pomodori, i broccoli, le blede e le insalatine varie.
Lavorare la terra è una di quelle cose che devo aver ereditato da mio padre. Mi piace proprio, mi dà gran soddisfazione. Poi, ridicola come so essere solo io, stanca distrutta alla sera, dopo il bagno, d'obbligo la manicure, che non si veda mai che lavoro la terra solo da uno sguardo alle mie mani!
Questo mi sa che non l'ho preso da papà. Sarà preghiera abbastanza il fatto che lo ricordi e pensi ad ogni zappata che do alla terra, ad ogni goccia di sudore che mi pulisco con la manica, ad ogni domanda che se ne resta senza risposta ? Spero di sì. A me che non prego più in maniera convenzionale da tanto tempo, resta solo questo per commemorare chi non c'è più da ormai nove anni.